With random precision

Non toglietemi mai la possibilità di sbagliare. Ovvero, la libertà di farlo – ovvero, la libertà.

Se dalla mie scelte dipendessero altre vite, credo che non potrei.
Se manovrassi una gru o conducessi un treno o un tram urbano, non so se potrei.
Una svolta troppo larga, una curva troppo veloce, una sola distrazione.
Non dico che non ne sarei capace: dico che sarebbe troppo.
Quando non avevo ancora la patente, sognavo corse disperate e manovre folli. Restavo vivo per miracolo, controllando qualcosa che controllare non sapevo. Poi mi svegliavo, e pensavo: non imparerò mai a guidare. Invece, con qualche piccola fatica, imparai. E a parte qualche graffietto in parcheggi troppo azzardati, solo una volta persi davvero il controllo. E mi bastò; e se poi riuscii a perdonarmelo, fu solo perché l’unica vita che misi in pericolo era la mia.

I processi creativi sono tutta un’altra storia.
In essi, un errore è un’opportunità.
Chi mi ha visto disegnare, forse s’illude che io abbia una totale padronanza degli strumenti.
Niente di vero: ho solo la serenità di chi è pronto ad accogliere gli inevitabili sbagli.
Nessuna vita in pericolo. Nessuna possibilità di creare dolore.
Non temo gli sbagli che possono essere salvati, ossia ricoperti, sovraincisi, mascherati. O, nelle giornate giuste, trasformati in qualcosa di meglio.
Parallelamente, non amo cancellare. Non butto via niente. Non voglio fingere, né barare. Per questo, per esempio, preferisco la penna biro alla matita.
Ma non mi spaventa la possibilità di perdere il controllo, se questo non mette in pericolo persone, valori, pensieri.
Mi piace il caso.
Mi piace quando, per opera di esso, si genera una novità imponderabile e per questo spontanea, assoluta.
Mi piace quando un incidente di percorso non è che una porta che si apre su altri orizzonti.
Mi piace trasformare i difetti in imperfezioni, gli scivoloni in tuffi, le incomprensioni in significati aggiuntivi.
Mi piace poter sbagliare senza doverne avere paura.
Amo quello che si crea senza esser stato ponderato.
Ho un gran bisogno di sbagliare.
Lasciatemelo fare.