Enfasi e tosse

Comincio sinceramente a pensare che il mio blog su tumblr, aperto per noia e come sgabuzzino per pensieri senz’ambizioni, sia lentamente diventato migliore di questo, pieno di post roboanti o melensi, spesso retorici o inconcludenti e talvolta, appunto, persino ambiziosi. Ah, l’ambizione, che cazzata solenne. Ma la questione sta in quel che ormai è divenuta questa stanza, se così la vogliamo considerare, col suo odore stantio, la sua aria che inzuppa i vestiti, le macchie verdognole che sulle sue pareti esplodono, da dietro il battiscopa, come fumi acidi o nuvole sbucate dalla linea retta di un alto terrazzo. La muffa. Una cassapanca zeppa e vuota, un archivio dei pensieri di ieri, come avevo sottotitolato il blog durante la prima delle sue varie vite, su splinder. Troppo di ieri, questi cazzo di pensieri. Rimasti chiusi troppo a lungo, nel baule in cui li avevo ficcati, forse per gelosia o illusione del loro valore, forse per vergogna o sospetto del loro pallore. E che senso avrà, mi domando, spostare le cose dal chiuso di un baule a quello di una cassapanca, e da esso a quello di una stanza umida, di quelle colle tapparelle sempre abbassate, visitate sempre colla sola luce gialla di una lampadina, ché a entrarci in un pomeriggio di sole non capiresti nemmeno dove sei capitato. E di là, invece, lo sgabuzzino ci ha la sua piccola finestra, e ci entra l’aria delle cose dette oggi, anche se piccole e transitorie, ma almeno prive del pesante strato di polvere che ricopre certi residuati bellici (anche nel senso che certe riflessioni son generate dai conflitti), certi reperti datati con cifre che dicono sempre Roba di cento anni fa. Anche, o soprattutto, quando son risalenti all’anno scorso soltanto.

Eccoci qua: un altro post evitabile. A parlar del niente, col niente. Come quando ci mettiamo a pensare a proposito dei pensieri, o come quando in amore ci mettiamo a riflettere sull’amore, facendo uno di quei cortocircuiti che tanto piacciono al medio osservatore, forse per via di quel simpatico effetto di scintille, come un piccolo fuoco artificiale. Peccato che poi si resti senza luce. Ammesso che sia mai stata accesa. E a proposito di circuiti in corto e altri circoli viziosi: è un post, questo, con cui mi dico di smetterla, di fare l’archeologo di me stesso e di riesumare le cose vecchie; epperò è un articolo nuovo, di oggi. Peccato sia inservibile. E al solito, ridondante. Sarà che, a scavar nella muffa, ti si ficca sotto l’arco delle unghie qualche grammo di polvere verde. E giù, un colpo di tosse.

 

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24 thoughts on “Enfasi e tosse

  1. Alla decima riga ho cominciato a starnutire. Che sia stata la polvere? Si prenda il vaporetto. Con la muffa fa miracoli! Tutto sommato è acida e fredda, un po’ di calore e di calcare ci vogliono.

      • Ma ha un odore disgustoso! Meglio l’Amuchina, almeno ha un odore meno forte. E poi il vapore bollente asciuga in un attimo. Dia retta a me, sbollenti e sbianchi con un po’ di sapone di Marsiglia, molto meglio. E non rimane intossicato.

    • Mi dispiace, una giornataccia. Ieri sera sono crollato dopo aver lavato i piatti della cena e stamattina mi sono alzato prestissimo, nemmeno il tempo di lasciare un biglietto. Rincaso solo adesso (c’è qualche avanzo da scaldare?).
      Mi scusi, mia ospite.

      • Umpf, era ora. Senta io la spesa non l’ho fatta, non sapevo se sarebbe tornato e neanche se sarei rimasta. Quindi se vuole ci facciamo un piatto di pasta con un sughetto al pomodoro. Sperando che abbia sia la pasta che il pomodoro. E magari una cipolla. Mah. Mi viene da piangere. Quindi, già che ci sono, la cipolla l’affetto io, tsk.

        • Perché le viene da piangere? Perché anziché godermi la tranquillità domestica vado al lavoro e latito nei suoi confronti, o più semplicemente perché non sono affari miei?
          Comunque, non se ne vada. Di pasta ce n’è a chili, come avrà notato, ed anche le conserve di pomodoro non mancano mai. Idem la cipolla. Chissà se lei dice ‘passata’ oppure ‘salsa’. Io, passata. La quale, in genere (se non devo fare un sughetto scemo solo per me), tendo a rendere meno densa aggiungendoci un po’ di polpa in barattolo, o ancor meglio, di pomodoro a pezzettoni. I pelati interi no, non li uso, mi infastidiscono e mi viene da spappolarli o triturarli, se non frullarli, ma ho solo pigrizia e nessun minipimer, come lo chiamano. Ah, spero solo non sia una di quelle persone che vogliono il sugo di pomodoro fresco col basilico tutto l’anno, anche in dicembre. Dicevo? Ah sì, resti qui. Adoro la pasta al pomodoro ed anche la compagnia. E domani preparo un po’ di pesce (devo decidere quale) con un contorno di patate, fagiolini, e perché no, anche cipollotti. Ché quelli sono buoni e fanno bene allo stomaco, ed anche al cuore. E a differenza delle loro sorelle maggiori, non fanno piangere.

          • Wow, bene, può anche nevicare, abbiamo provviste a sufficienza! Non uso la passata, uso sempre la polpa perché non mi piacciono le salse liquide, preferisco quelle grossolane. E non uso i pelati! Insomma, devo vedere cosa sto mangiando, le pappe e i frullati me li tengo per quando sarò anziana. Basilico tutto l’anno, no grazie. Il prezzemolo sì, però! Se ha l’aglio ci facciamo un sughetto piccante per le pennette. Le piacciono le pennette? A me, molto, come tutta la pasta rigata e masticosa. Detesto quella liscia, come gli spaghetti, eccetto i paccheri e le orecchiette. Per il pesce, lascio decidere a lei, mi piace tutto tranne il dentiec. Il preferito è il rombo, però!

            • Pennette. Piccante. Rigata e masticosa. Il basilico quando ce l’hai nel suo vaso con la terra, sul davanzale o in balcone, d’estate. E il prezzemolo, il terzo miglior amico dell’aglio dopo l’olio e il peperoncino. Direi che siamo d’accordo. E gli spaghetti, be’, me li posso sempre far girare attorno alla forchetta quando resto da solo.

              • Sa cosa mi sono appena pappata? Le orecchiette con i broccoletti! Io con l’aglio, il peperoncino e abbondante prezzemolo ci faccio le linguine, mi ci piacciono più degli spaghetti, che non amo granché. Vuole un cioccolatino?

              • Gianduiotto, classico o fondente, bacio classico e al cioccolato bianco, torroncino al cioccolato bianco o fondente. Scelga! Purtroppo non ho trovato i miei amati cremini Fiat noir!

    • Che bella cosa, essere associati a una vaporella! Certo, sono ironico. Ma anche no, ché il vapore d’inverno è una cosa bella. Ed anche il pulito, in tutte le stagioni.
      Comunque, pensavo che lei dev’essere una donna in gamba, cara Silvana.

      • In gamba?! Le mia amiche dicono che sono pazza a vaporizzare le pareti! Ma solo perché è un po’ stramba, come soluzione. Ma io sono piena di soluzioni strambe, poi le divulgo. Ad esempio, per togliere una macchia dai jeans blu ho strofinato con una malagrazia eccessiva. La macchia è andata via, ma pure il blu e c’era questa chiazza orrenda di 3/4 cm. di diametro. Allora ho preso le matite colorate e ho provato a passare quella blu scuro e nera sul tessuto, cercando di seguire la lavorazione verticale del tessuto. Siccome non mi piaceva il risultato ho avuto un’idea folgorante. Matita da trucco blu scuro, fissata poi col ferro da stiro. Non si vede niente, sparito l’alone. Sono un genio! Le pareti sono tornate nuove, sembrano appena ridipinte. Prima tolgo i segnacci con uno straccio umido imbevuto di sapone di Marsiglia, poi passo il vapore con la spazzola coperta da un panno sulle pareti. Però mi fanno male le braccia da due giorni, a furia di fare su e giù, devo dire anche questo. Se vuole le sbianco casa!!!

  2. Ahem, senta, la cesta dei panni smessi … Sono suoi? Se non ne sente la mancanza forse dovrebbe dar loro una lavata e regalarli, ci ha pensato?

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