Loser

Come tanti: ho bisogno di fuggire
Ho bisogno di andare per ritrovarmi sotto ad un albero accogliente,
dentro ad una città mai vista,
davanti a un orizzonte differente
sopra un oceano lontano.
Ne ho bisogno per respirare aria nuova di zecca,
perché senza stupore si può morire
perché questa routine è un’eco di azioni
ed in essa il mio briciolo d’umanità si sbriciola,
giorno dopo giorno.
Ho bisogno di ricominciare ad osservare con occhi veri
e non più a posare lo sguardo, assorto e distratto,
su luoghi e persone che non vedo da tempo immemore
perché conosco tutto a memoria
con le palpebre chiuse vedrei la stessa cosa: i miei pensieri che si rigenerano
infiniti
poi potrei anche non andare a sbattere
perché ho già ampiamente misurato il mio mondo
e quando anche l’ultimo gradino e l’ultima porta sono stati calcolati,
ecco che tutto diventa prevedibile
e la geometria ci nega la sorpresa della natura imperfetta
anche la più bella delle cose è così triste su un foglio di carta millimetrata
quindi niente più passi da ponderare o angoli dietro cui sbirciare
quand’è così
ogni cosa cessa di essere particolare, sfaccettata
niente è così grande come avevamo immaginato, sperato, creduto
è piccolo, e lo sappiamo
dati alla mano
ed ecco che ci sta stretto.
Scrivo sempre le stesse cose
perché mi rifaccio sempre alle stesse immagini
che sono ormai fredde e sbiadite fotografie mentali
ma non ho più la fantasia di un tempo per reinventarle
quindi ho un’urgente necessità di ricominciare a vedere
perché continuo a parlare con così poco da raccontare
perché non so più descrivere
o forse non ne sono mai stato veramente capace
però va bene
vada per il misero scrittore
ma non posso farmi inghiottire da questa catena di montaggio
non sono fatto per essere un ingranaggio
né voglio morire così
continuando a respirare
continuando a fare niente
due tacche in meno del pensare
due occhi sani ma non vedente

Svégliati, Dormiente.

 

(sette cazzo di anni fa)

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15 thoughts on “Loser

  1. Stampatelo e attaccatelo in petto. O in fronte. Da qualunque parte. Magari anche sul cuscino, così mentre dormi potresti sognarlo e svegliarti di-nuovo. Più tu. O meno tu. [Non ne sono mica più così sicura.]

    • Mi piace “Blade Runner” e mi piace “Il buco” di Jacques Becker. Mi piace “Escape from New York” e altresì “Il Settimo Sigillo”. E mi piacciono molti film diversamente catalogati in cui recita Max Von Sydow. Non ci trovo contraddizione alcuna, in questi esempi. E fortunatamente, ho un rapporto più gioioso col il cinema di quello che talvolta affronto con me stesso.

          • Come le ho detto, mi trasferisco qui. Sto facendo la valigia! Senta, sarà mica vegetariano? Che si mangia, a pranzo? Se vuole porto le paste e il vino di visciole, visto che è domenica.

            • Mi piace la verdura, tanto. E la pasta, e tutti i cereali e i loro derivati. E adoro le mille combinazioni possibili che si possono creare tra queste cose. Questo però non fa di me un vegetariano nel senso di erbivoro, ma di persona amante dei vegetali. Ché di fronte a una cotoletta alla milanese o a una scaloppina al marsala, col cavolo che dico di no.
              Il vino di visciole e le paste al termine del pranzo domenicale, ah, dev’essere un sogno.

              • Ok, porto la millefoglie alla crema chantilly, le paste alla panna e allo chantilly e i bignè col cioccolato fondente, va bene? Pasta con verdure mi va benissimo. Che ne dice di orecchiette coi broccoletti? Al vino pensa lei!

              • Di vino buono ne ho un secchio! E intendo proprio che ho una specie di largo secchio di metallo con dentro bottiglie di vini rossi di qualità. Che io, con le orecchiette coi broccoletti, ci bevo un bel rosso fermo (ma del resto, bevo solo quello). E ci bevo pure la mia felicità, che mi cola fuori quando ho di fronte certe squisitezze. Poi una fettona di millefoglie, che il resto dei dolci li lascio a lei. Ma il cioccolato fondente mi piace, eccome: mi terrò da parte un bignè per farci merenda, magari col caffè. Ah: viene sempre buono a me, il caffè.

              • Ma allora le porto doppie! Due per me, due per lei. Riceve visite inaspettate? Sarà il caso di portarne qualcuna in più. Magari fa un saltino la signorina plenamar. Che si fa, dopo pranzo? Va a fare un sonnellino? Io no, odio dormire di giorno. Vorrà dire che mentre dorme lavo i piatti. Però stasera li lava lei, sia chiaro.

  2. Vedendo barrett, per un attimo ho temuto mi volesse rifilare una barretta energetica per pranzo! La avviso, quelle porcherie non le mangio manco morta!

  3. Senta, dove trovo la biancheria? Ho sonno, vorrei andare a dormire. Ah, cos’è questo strano rumore che si sente ogni tanto? Sembra una risata soffocata. Lo sente anche lei? Ecco, lo ha fatto di nuovo! Sembra una serie di passi strascicati. Senta, ma non è che qui ci sono i fantasmi? Mmmm, vado a farmi una camomilla, sarà meglio. Ne vuole una anche lei?

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