To die, to sleep

Ho bisogno di sfaldarmi, cadere in fiocchi nel sonno e dimenticare chi io sia per otto, nove ore.

So già che fallirò.
Il crimine più grande che la stanchezza può compiere verso di noi è quello di fiaccare la nostra testa. Il paradosso della mente stanca che diventa incapace di comandare per riposare sé stessa.
Dormi con i muscoli tesi e ti svegli spesso. Apri gli occhi e sei già un tutt’uno con la realtà. Temi la sveglia e la odi, ché se tace al mattino trilla nei sogni, e viceversa.

La logica dello stand-by, logorante e dispendiosa, si è impossessata anche del nostro sonno. Dormire, cos’è che è diventato?
Una lotta contro il tempo,
una scazzottata con il materasso,
una sfida persa contro la lucetta rossa;
ancora nero fuori nel bianco gelo, ora verde.
Non ti accanire su di me, ma staccami dolce la spina.

 

 

(3 marzo 2009)

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