2012 in review (questo post si autodistruggerà)

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2012 per questo blog.

Ecco un estratto:

600 people reached the top of Mt. Everest in 2012. This blog got about 2.600 views in 2012. If every person who reached the top of Mt. Everest viewed this blog, it would have taken 4 years to get that many views.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

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4 thoughts on “2012 in review (questo post si autodistruggerà)

  1. Ehm.
    Sono la commentatrice più attiva di questo blog. Sono addirittura in doppia posizione. Forse dovrei smettere di accanirmi su questo povero blog un po’ abbandonato. Epperò mi piace. Che ci posso fare…

    • Non so cosa tu possa farci… epperò non farlo, in ogni caso. Il blog, vero, è povero è un po’ abbandonato. Ma accanirsi su di esso significherebbe aumentarne lo stato di abbandono e la misera condizione. Se invece entri, lo vivi un poco e gli regali calore con la tua presenza, allora lo aiuti a sentirsi meno inutile. Ne allunghi l’esistenza, magari, e non ne prolunghi l’agonia. Seqquindi ti piace, resta. Non smettere, se vuoi, e tiralo forte per uno dei lembi di velluto liso. Almeno finché dimostri di avere parole in serbo nei foglietti che nasconde nella tasca. Riempirò questa giacca, o indicherò la marca di un eventuale abito nuovo. E se per caso la giacca è appesa ed io steso e pigro e sordo, per favore: sfilami dolce, senza rimorso, il cuscino da sotto la testa.

      • Non lo so perché ma mi viene in mente un’immagine del mio quotidiano che non c’entra niente con tutto questo o forse c’entra qualcosa. Ripeto: non lo so.
        Tra i miei alunni i miei preferiti (in segreto) non ci sono quelli bravi bravissimi, bis, né quelli caciaroni e tanto simpatici che tutti amano. A me piacciono quelli silenziosi, che se ne stanno lì, chiusi nel loro mondo aspettando che qualcuno venga a bussare alla loro porta. Abbia voglia di farlo. Quelli che quando ti sorridono, non ti stanno semplicemente sorridendo ma ti stanno regalando un pezzetto di loro stessi. Quelli che lo senti che hanno tanto da raccontare anche se non sembrerebbe. Quando tu scrivi, trovi tempo, voglia, emozione, coraggio, desiderio di farlo, mi piace essere qui e accogliere quel sorriso. Perciò io continuo a esserci. E attento alla testa. Mentre ti sfilo il cuscino, potresti sbattere contro una mia carezza.

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