Male

questo giugno sembra essersi svegliato con il mal di testa, la luna storta e una gran voglia di pestare a sangue. ha già impugnato la mazza e se la passa da una mano all’altra, con fare assai nervoso.

ma che importa. le bastonate che io posso prendere non sono niente. niente di fronte a quel piccolo uomo e quella piccola donna, che non si conoscono ma che stanno percorrendo la stessa triste strada. così lontani, così vicini. e forse non ce la faranno, a camminare fino a luglio. e quanto mi vergogno quando mi scopro a sperare che finisca presto, questo loro ovattato inferno in Terra.

almeno per loro posa la mazza, e fa’ loro un’ultima carezza. e se per caso mi sbagliassi e quella carezza non fosse l’ultima, io ne sarei felice; ma allora, se è vero, non giocare ancora a lungo. non giocare più con la loro svuotante, infinita stanchezza.

(3 giugno 2011)

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