Fuorviante

 
mi fa venire il mente il suono di certi pensieri così così.
no: questo non è affatto un pezzo così così.
anzi, è un grandissimo valzer.

subito appare epico, grandioso, a tratti persino trionfale.
ma al tempo stesso sembra avere qualcosa di profondamente
malinconico, di oscuro, quasi che
debba preannunciare un evento tragico.
 
così così. come quelle feste in cui ti senti fuori luogo. un passante, da fuori, guarda distrattamente dentro: luci a giorno che schiantano tremolanti ombre sui vetri e sul soffitto bianco. irradiamenti di un evento mondano: come gli schiamazzi e la musica, attutiti e poco riconoscibili dall
esterno. e intanto, ecco che a te sembra di percepirla, la presenza elettrica e invisibile del passante nella strada: guardi istintivamente verso la finestra, e vedi il vago orizzonte scuro oltre il riflesso delle luci della sala. capisci in un attimo che desideri solo di attraversare il vetro e disperderti in quell’oscurità. vorresti scappare via, lontano dal resto, anche più di quanto tu già non lo sia.

(25 ottobre 2008)