Estatico

credo c’entri molto il mio passato
quando qualcuno finisce per amarmi,
perché mi ha sentito parlarne
per il mio modo di raccontarlo.
 
io sono il mio passato
non sono schiavo del mio passato
il mio passato è le mie gambe
e mentre percorro l’ennesimo chilometro,
il mio passato si specchia su un finestrino
e il mio volto ci scivola sopra con tutti i suoi segni
modellato su ossa scolpite nel calcio e nel passato,
teschio che conserva i due emisferi della mia memoria
il prodotto del mio passato.
ora sono il bambino su un marciapiede nell’estate dell’89
le mie gambine fatte di pochi chilometri e di un breve passato
cammino all’ombra di mia madre e dei platani di via della Stazione
forse desidero un gelato
forse ripenso al mio passato
di bambino ancor più piccolo
un’ombra colorata e poco dolorosa
che cammina insieme a me.
 
ameresti il mio passato assieme a me
la mia ossessione dolce
io sono il mio passato
sono la musica i disegni
le fotografie le cose scritte
ci vedo quel che sono diventato
rivedendo quel che sono stato.

io sono il mio passato
la mia voglia di ripensarlo
il mio modo di ricordarlo
e se per sbaglio tu lo amassi
tutto ameresti di me.

(1° luglio 2010)

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