Adiacenze Stazione

 

Scelgo il fiasco, no, il candelabro: tiro il dado e parto.
Alla prima occasione mi comprerò il Vicolo Corto.
Senza tante pretese e di poche spese, tutto mio.
Eh, sì: oggi una pedina del Monopoly ero io.

 
e

Le locomotive piovono sul vetro
e la pioggia suona, senza metro
la musica sferraglia sul binario
il giorno muore, senza orario:
respiro di un lumicino tetro,
visioni sonore fuori sipario.

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3 thoughts on “Adiacenze Stazione

  1. magari avessi il dono delle note, magari.

    verò è che spesso scrivere sia una questione puramente musicale. nelle serate di grazia, la tastiera di un computer non pare tanto diversa da quella di un pianoforte. e quasi sempre, è proprio la musica a suggerire altra musica, che si rigenera in modi nuovi e forme diverse. magari con un metro, se si tratta di poesia: senza ritmo non esisterebbero i versi, anche quando questi hanno tutti una diversa dimensione… sillabica, o visiva. scrivere equivale comunque a dettare una scansione del tempo. e pensieri hanno un ritmo tutto loro, costante o irregolare che sia. a volte è un crescendo fluido. altre volte i pensieri accelerano e rallentano, provocando degli strappi. e le mani, frenetiche o pensose, li inseguono sui tasti. e se poi le parole non corrispondessero ad alcun suono non avrebbe più alcun senso sceglierle, e combinarle fra loro, e scoprire ogni volta il gusto di pronunciarle. e risuonarle ancora.

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