Pagine arricciate

Le lacrime sono una spaventosa, meravigliosa lente d’ingrandimento.
Una lente così potente da far apparire tutto troppo vicino, e illeggibile.
La visuale si amplifica e si confonde ad un tempo.

È tremendamente bello e difficile leggerci un libro.
Ma poi le pagine si inumidiscono e rimane quella fastidiosa, patetica grinza
al posto della goccia.
Il controllore, con tempismo orribile, mi chiede il biglietto proprio nel momento
in cui sono totalmente nudo.
Sconvolto,
coi nervi scoperti,
non copro gli occhi
ma il testo.

Il vero pudore appartiene al pensiero, non al corpo.

 

(gennaio 2008, leggendo… una cosa.)

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6 thoughts on “Pagine arricciate

  1. ecco perché dico patetica:
    perché la odiamo quando la ritroviamo.
    e non si alliscia più. resta lì dov'era, il centimetro ondulato
    quasi come se volesse ricordarci quella volta in cui ci siamo sciolti
    e in un certo senso, per farci vergognare ancora
    di esser stati così tanto… noi stessi.

  2. Non bisognerebbe mai vergognarsi di essere se stessi.
    Quel centimetro sarà sempre lì a ricordarci quella volta in cui ci "siamo sciolti", ma chissà che un giorno ci ritroveremo con quel libro in mano, quella pagina aperta, e ci chiederemo come sia arrivata lì quella grinza.
    I ricordi sono indelebili, ma penso che lo siano veramente solo fin quando noi li vogliamo rendere tali.

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