Pagine arricciate

Le lacrime sono una spaventosa, meravigliosa lente d’ingrandimento.
Una lente così potente da far apparire tutto troppo vicino, e illeggibile.
La visuale si amplifica e si confonde ad un tempo.

È tremendamente bello e difficile leggerci un libro.
Ma poi le pagine si inumidiscono e rimane quella fastidiosa, patetica grinza
al posto della goccia.
Il controllore, con tempismo orribile, mi chiede il biglietto proprio nel momento
in cui sono totalmente nudo.
Sconvolto,
coi nervi scoperti,
non copro gli occhi
ma il testo.

Il vero pudore appartiene al pensiero, non al corpo.

 

(gennaio 2008, leggendo… una cosa.)

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